Chiesa di S. Gregorio Magno
(detta “Il Lazzaretto”)
La pianta della chiesa è molto semplice, con navata unica e con presbiterio delimitato dalle balaustre e da archivolto con appoggio sulle lesene d’angolo. Questa zona è completamente affrescata ed è coperta da volta a botte. Anche l’esterno si presenta con disegno semplice, con il fronte principale ingentilito da un piccolo pronao. Il piano di calpestio della chiesa è posto sotto la quota zero ed è raggiungibile attraverso due gradini posti centralmente il portico d’ingresso. Questo è caratterizzato da quattro colonne in pietra a sezione circolare a sostegno dell’architrave in legno della copertura con manto in tegole in cotto. Appena sopra detta copertura si apre una piccola finestrella ed il timpano con croce in ferro.
L’ingresso alla chiesa avviene attraverso un portale in legno sormontato da una epigrafe con iscrizione latina che ascrive all’opera di cardinal Federico Borromeo la liberazione della peste e significativa per i sentimenti che il clero all’epoca ebbe per il secondo Borromeo, la cui figura non poteva non essere ricordata nell’occasione. Ai lati dell’ingresso ci sono affreschi raffiguranti due scheletri con falce, martello e pala, oltre due affreschi raffiguranti un malato di peste ed un cavallo con carretto.
Sul lato destro si erige il piccolo campanile.