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La Chiesa Parrocchiale

Parrocchia Santo Stefano

Chiesa di Santo Stefano Protomartire

Dati della Parrocchia
Riferimenti

Diocesi: Milano
Zona Pastorale: IV – Rho – Milano
Decanato: Villoresi
Fondazione: sec VI
RPG: n. 829 (Tribunale)

Indirizzo

Indirizzo: Piazza S. Stefano 10
Città:  Nerviano (MI) 20014

Contatti
Dati Amministrativi

Codice Fiscale: 93504690152

Riferimenti bancari
Banca d’appoggio:
BANCA INTESA SAN PAOLO
Intestazione conto:
Parrocchia Santo Stefano
IBAN: IT02 R030 6909 6061 0000 0124 719

La Chiesa

La pianta della chiesa è a croce latina, a navata unica con cappelle laterali, incrocio al transetto e presbiterio con chiusura absidale. L’aula è coperta da una volta a botte lunettata, la parte centrale del transetto da una finta volta a crociera disegnata da finti costoloni, il presbiterio e le cappelle laterali a botte, il catino absidale a semi cupola.

La prima cappella a sinistra dopo l’ingresso era originariamente destinata a fonte battesimale, come testimoniato dalla pittura raffigurante San Giovanni Battista che battezza Gesù, firmato dal pittore Paolo Bellegotti di Arluno nel 1930. Di un certo pregio sono i due stendardi conservati presso la prima cappella, uno raffigurante l’Immacolata e l’altro il Cristo mentre consegna le chiavi a Pietro. Sono stendardi finemente decorati con fili d’oro risalenti alla fine del 1800.

La seconda cappella di sinistra è quella del Sacro Cuore di Gesù con al centro della parete frontale un dipinto ad olio del pittore legnanese Turri senior. Le opere murarie sono dello stesso figlio del Turri e del pittore Giovanni Garavaglia, mentre le decorazioni sono di Giuseppe Re, decoratore locale.

La terza è la cappella del Crocifisso dopo la quale è posizionato il pulpito realizzato in legno di tiglio con decori in oro e colore seppia, eseguite da Giuseppe Magnaghi. Il manufatto è abbellito sulle tre fodrine, da sacre raffigurazioni legate ad episodi biblici opera del pittore Gaetano Barabini.

La prima cappella di destra ospita una pregiata pala d’altare con la scena della decollazione di Giovanni Battista, opera dei fratelli Lampugnani e datata 1623. La seconda cappella, dedicata a San Carlo, ospita l’attuale battistero e la statua lignea del santo. Di un certo rilievo sono, poi, le tele ad olio che rappresentano l’agonia di San Giuseppe e la Sacra Famiglia, eseguite da Stefano Maria Legnani detto il Legnanino.
L’ultima è la cappella del Santo Rosario con decori del Bellegotti e dipinti di Luigi Morgari.

La navata è caratterizzata da lesene con capitello ionico, sormontate da un trabeazione con cornicione superiore in aggetto modanato. In corrispondenza delle lesene proseguono fasce in lieve aggetto a suddivisione delle tre campate della volta superiore. Tutta la navata è finemente decorata ed affrescata sulla trama del Vecchio e Nuovo Testamento.

Le pareti laterali del presbiterio ospitano gli affreschi di Luigi Mogari. A sinistra la raffigurazione della Madonna che viene comunicata per mano di San Giovanni Apostolo, di fronte la raffigurazione del miracolo di Torino, un episodio in cui un alone luminoso fece cadere un mulo che portava la refurtiva sottratta ad una chiesa tra cui vi era una pisside con l’ostia consacrata.

L’altare maggiore è costituito su parte basamentale, fiancheggiata allo stesso livello da due piedistalli e dall’elevato ciborio racchiuso frontalmente da due pilastri compositi, sormontati da architrave e timpano, con semicalotta sorretta da quattro colonnine, ed adornato dal Crocifisso ligneo proveniente dal Monastero degli Olivetani di Nerviano.

Nella zona absidale è posizionato il coro ligneo in noce realizzato dal falegname Giuseppe Casero di Canegrate sopra il quale, sulla parete, troviamo dipinte in monocromato con finte statue, in altrettante simulate nicchie, le quattro virtù cardinali eseguite dal pittore Garavaglia. In alto, nel semicatino absidale si trova l’unica raffigurazione dedicata al protomartire Santo Stefano, sempre del Garavaglia sostituito, per richiamo alle armi, dal pittore Giuseppe Valerio Egger.
In corrispondenza della controfacciata è collocato l’antico organo di Antonio De Simoni-Carrera.

La facciata della chiesa si compone dall’ordine inferiore e da quello superiore. La parte inferiore è scandita da quattro lesene marmoree con capitelli pensili sopra i quali è posta la fascia marcapiano. Al di sotto della mensola dentellata, la dedicazione della chiesa. Ai lati del portale centrale sono posizionati i due accessi secondari.

Cenni Storici
I principali eventi storici e architettonici

La Chiesa di Santo Stefano viene costruita su un edificio precedente, anteriore all’anno 1000, i cui resti sono stati rinvenuti in scavi condotti all’interno dell’immobile.

1593
Il campanile romanico viene danneggiato nel corso di una tempesta e viene interamente ricostruito in stile rinascimentale
1830 – 1841
La struttura della Chiesa è molto fatiscente e presenta delle profonde crepe in corrispondenza della volta. La mattina dell'otto aprile 1834, infatti, si scopre che la volta centrale della chiesa presenta lesioni assai preoccupanti. L'Ing. Buzzi incaricato dalla delegazione provinciale, stila in pochi giorni una dettagliata relazione in cui emergono tutte le preoccupazioni circa le lesioni riscontrate. Pertanto si consiglia di tenere chiusa la chiesa a fini precauzionali, e si mettono in rilievo le difficoltà in ordine ad interventi di sistemazione della stessa. Si tratta di un edificio a tre navate, in stile romanico lombardo, molto rimaneggiato nel corso dei secoli. All'interno si trovano anche una sacrestia, quattro cappelle laterali e due più piccole affiancate all'altare, oltre ad un fonte battesimale. La delegazione provinciale, avuti i rapporti dai tecnici, con ordinanza del 16 aprile conferma la chiusura della Chiesa.rinascimentale
1834 – 1837
Si affida una perizia all'arch. Pestagalli al fine di valutare le modalità per intervenire in ordine alla sistemazione della Chiesa. Il 29 aprile l'architetto incaricato rassegna la sua perizia tecnica con un motivato parere conclusionale che indica la necessaria demolizione dell'antica Chiesa. Nella primavera inoltrata del 1835 si arriva all'approvazione definitiva del progetto della nuova Chiesa realizzato dall'Arch. Ratti. Nell'ottobre dell'anno successivo si arriva all'appalto dei lavori, che iniziano nella primavera del 1837.
1837 – 1841
La Chiesa viene completamente ricostruita ad eccezione del campanile rinascimentale che viene mantenuto insieme ai capitelli della chiesa romanica. Sotto la pavimentazione della chiesa viene inoltre ritrovato un cimitero altomedioevale. Con la ricostruzione, la Chiesa viene inoltre spostata più ad est, e per l'ampliamento è necessario acquistare nuovi terreni. Il 5 marzo 1840 la Commissione della Fabbrica della chiesa incarica l’arch. Ratti di redigere anche il progetto dell’altare maggiore e della balaustra. Alla conclusione dei lavori, il 5 settembre 1841, la nuova Chiesa viene benedetta dal prevosto Montoli alla presenza di tutti i canonici del capitolo della pieve. Viene posta una lapide a ricordo della costruzione della Chiesa che sintetizza in modo semplice ed essenziale sia i motivi che portarono all'erezione del tempio sia i sacrifici di tutti i nervianesi.
1842 – 1860
Il 21 aprile 1842 viene affidato il progetto del pulpito all’arch. Ratti. L’anno successivo il falegname Giuseppe Casero disegna gli stalli in noce del coro. Dopo un lungo e travagliato intervallo burocratico e decisionale, i lavori del pulpito vengono affidati, nell’anno 1854, al falegname Bianchi Carlo di Gorla Minore e, nello stesso anno, viene posizionato sul lato sinistro della chiesa. La doratura delle superfici e l’illustrazione in chiaroscuro di color seppia delle tre fodrine riquadrate all’esterno del parapetto convesso, sono eseguite ed ultimate nel 1860, dal pittore Gaetano Barabini.
1849
Il 12 aprile viene collaudato l’organo Valli posto all’interno della nuova Chiesa.
1853
Il pittore Gaspare Tirinnanzi dipinge la cappella del SS. Crocifisso.
1874 – 1875
L’organo Valli, dopo oltre vent'anni di glorioso utilizzo, necessita di un accurato intervento di restauro. Da questa circostanza, al parroco Prevosto Martinelli, nasce l’idea di far costruire un nuovo organo in Chiesa parrocchiale, tanto che a maggio 1874 firma un contratto per la costruzione di un nuovo organo con una famosa ditta legnanese: De Simoni-Carrera. Per comprensibili ragioni di tipo economico, il vecchio organo Valli viene venduto dalla Parrocchia di Nerviano alla Parrocchia di Graglio in Val Veddasca. Dopo poco più di un anno di lavori lo strumento viene collocato nella Chiesa pronto per essere collaudato dall'organista Filippo Martinoli Maestro di Cappella in San Giovanni in Busto Arsizio, noto e valente organista dell'epoca.
1886 – 1948
Dopo la morte del Carrera nel 1886 e la cessazione dell'attività della ditta, Luigi Bernasconi opera per diversi anni sullo strumento per opere di manutenzione ordinaria e con un progetto di modifiche della pedaliera e della disposizione fonica proposto alla Parrocchia nel 1901. Probabilmente in seguito viene modificata solo la pedaliera senza intervenire sui registri.
1899
La Chiesa viene consacrata ufficialmente il 29 luglio 1899 dal prevosto Tommaso Castiglioni e dall'arcivescovo milanese, il Cardinale Andrea Carlo Ferrari e una lapide ne ricorda la solenne consacrazione.
1919 – 1920
Il progetto decorativo della cappella del Crocifisso viene affidato al decoratore Bellegotti di Arluno ed al pittore Carlo Calcaterra di Cuggiono.
1925
Il pittore Luigi Mogani affresca le pareti laterali del presbiterio: a sinistra la raffigurazione della Madonna che viene comunicata per mano di S. Giovanni Apostolo, di fronte la raffigurazione del miracolo di Torino, un episodio in cui un alone luminoso fece cadere un mulo che portava la refurtiva sottratta ad una Chiesa tra cui vi era una pisside con l'ostia consacrata. Nello stesso anno dipinge la cappella del Santo Rosario.
1930
Il pittore Paolo Bellegotti di Arluno si occupa della decorazione e dell’illustrazione della cappella del battistero.
1943 – 1945
Il decoratore Guido Colombo di Fagnano Olona esegue la quadratura delle volte.
1946
Alla seconda cappella di sinistra, con all’interno il vecchio altare recuperato dalla cappella dell’antica prepositurale, viene sostituito il titolo: da Santo Stefano al Sacro Cuore di Gesù. Si procede quindi alla rimozione del vecchio altare ed alla nuova decorazione.
1969
Risistemazione del nuovo altare, con il tabernacolo e la mensa, dell’originario altare maggiore, rivolto ai fedeli. L'altare presenta nell'insieme della parte basamentale, fiancheggiata allo stesso livello da due piedistalli, un assetto abbastanza consueto, salvo l'elevato ciborio racchiuso frontalmente da due pilastri compositi coronati da architrave e timpano con semi calotta sorretta da quattro colonnine.
1983
In occasione dell’Anno Santo Straordinario di Redenzione e del IV Centenario della morte di San Carlo, viene collocato sull’altare il prezioso Crocifisso ligneo proveniente dal Monastero degli Olivetani.
1987
Nella seconda cappella di destra viene sistemato il fonte battesimale.
1970 – 2007
Nei primi anni 70’ viene realizzato il nuovo riscaldamento che indirizzava l'aria calda e secca nella direzione dell’organo e, per tale motivo, fu definitivamente abbandonato. Nel 1985 il Dott. Mario Manzin, propone per primo il restauro del pregiato strumento. Nel 1996 vengono elaborati i vari preventivi e, reperiti i fondi ed i finanziamenti, iniziano i lavori di restauro nel 2007. Le opere durano più di un anno e vengono curate dalla Casa Organaria Mascioni di Varese.
Fonte dei dati: Scheda di Censimento dei beni architettonici Diocesi di Milano
2020
Ripassatura dei manti di copertura con sostituzione dei coppi rotti - rifacimento della linea di colmo della navata- pulizia del sistema di scolo.
2021 – da Gennaio a Luglio
Restauro zona abside e presbiterio -rimozione degli intonaci ammalorati- rifacimento impianto d'illuminazione zona abside e presbiterio- restauro zona abside e presbiterio- restauro del transetto nord - rimozione degli intonaci ammalorati -recupero delle facciate esterne dei transetti nord e sud-restauro del transetto nord- recupero della facciata esterna del transetto sud - rifacimento impianto d'illuminazione del transetto nord.
2021 – da Agosto a Dicembre
Recupero della facciata esterna d'ingresso - recupero delle facciate esterne nord, est e sud- stesura dei nuovi intonaci in sostituzione di parte di quelli rimossi- rifacimento dell'impianto d'illuminazione con installazione delle nuove luci per le zone di altare, presbiterio e transetti - recupero delle facciate esterne nord, est e sud- recupero delle facciate del campanile - restauro del transetto nord- restauro della cappella di San Giovanni.
2022
Restauro del transetto sud.
2023
Rifacimento dell'impianto d'illuminazione della navata.
2024
Stesura dei nuovi intonaci della navata in sostituzione di quelli rimossi - restauro della prima campata della navata.
Restauro delle campane: Il 18 novembre, dopo sette mesi di assenza per restauro e dopo un viaggio da Nerviano in Olanda, le campane della chiesa di Santo Stefano sono state nuovamente innalzate sul campanile dopo la solenne benedizione impartita dal Card. Francesco Coccopalmerio.

Non solo è stata rifatta la parte meccanica, ma è stata anche effettuata una risaldatura in una fonderia specializzata in Olanda, e sono tornate al punto originario di consumo, rientrando in Italia praticamente come nuove.

L’intervento non ha interessato solo un restauro materiale, ma ha compreso anche un controllo musicale per garantire al concerto di campane una tonalità molto più precisa.
2025 – 2026
Restauro della seconda e terza campata della navata.
Le informazioni successive al 2007 provengono da fonti locali e testimonianze della comunità.