Parrocchia di S. Francesco

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Chiesa di Garbatola

Quella di Garbatola è una Chiesa modesta,umile,una Chiesa pero’ che diventa interessante, addirittura incredibile quando si impara a conoscerne la storia. Una storia che parla di gente povera di contadini ed operai che abitavano nella vecchia Cassina .Una storia fatta di lavoro manuale e di uova vendute quotidianamente per finanziare il cantiere,una storia che parla di fede,di tante sofferenze e di grande attaccamento della popolazione del Borgo alla propria Chiesa e,se a questo si aggiunge la velocità con la quale questo tempio è stato costruito,un anno,beh ,di colpo la Chiesa di S.Francesco e Sebastiano diventa un’opera incredibile. All’inizio del’900 la vecchia Chiesina dei Santi Biagio e Francesco che sta dall’altra parte della piazza era diventa insufficiente per i garbatolesi, cosi’ i primi mesi del 1904 un ingegnere Milanese,Giuseppe Chiodi,fu incaricato di redigere un progetto per la nuova Chiesa. Per la costruzione della Chiesa si mobilitarono tutte le famiglie garbatolesi; si raccolsero fondi fra i pochissimi artigiani del paese,oltre a chi aveva qualche possedimento o ancora tra tutte le famiglie operaie. Tutti contribuirono a loro modo. Le navate centrali che oggi completano l’impianto furono costruite appena prima della consacrazione che avvenne nel 1930. Una Chiesa a 3 navate con volte a crociera composta da 4 campate disposte longitudinalmente da sud a nord ed in fondo la zona dell’Altar Maggiore e l’Apside. Interessanti e di buona fattura sono i tondi raffiguranti alcuni Padri della Chiesa ed alcuni Santi che stanno nel centro degli arconi che scandiscono e ritmano la navata principale ed il Cristo dipinto nel catino apsidale. La tela che oggi sta sulla controfacciata sopra la cantoria,sotto il rosone inizialmente era sistemata presso l’Altar Maggiore a mo di pala d’altare essa proviene probabilmente dall’antica Chiesina dei Santi Biagio e Francesco;l’autore di questo quadro è ancora sconosciuto. Esso raffigura S.Giovanni e la Madonna e S.Francesco ,tutti adoranti Gesù Crocifisso sorretto da alcuni Angeli appoggiati a loro volta su mobile buio. Una figura sconosciuta,forse in vesti sacerdotali ,a destra,vicino a S.Francesco è l’unica rivolta verso di noi,quasi a voler indicare il Crocifisso,esortandoci alla preghiera. Dall’antica Chiesa proviene anche la balaustra che oggi separa la navata sinistra dal Battistero e che un tempo divideva la zona dei fedeli dall’altare;una balaustra sapientemente lavorata,in marmo policromo rosso,nero e grigio. Negli ultimi anni sono stati invece realizzati la Cena e l’Ambone in marmo policromi su disegno dell’Ing. Stucchi. Il bel portone in acciaio corten con bassorilievi bronzei realizzati dai fratelli Carcano su disegno dell’Architetto garbatolese Pravettoni ,mentre le fusioni in bronzo sono opera dello scultore anche lui garbatolese Fermo D’Anna .Il portone riporta in primo piano i Santi a cui la Chiesa è dedicata nella fusione di sinistra è raffigurato S.Francesco,in quella di destra il martirio di S.Sebastiano, al centro un fascio di grano,una palma e il simbolo della neonata comunità di S.Fermo. E’ stato inaugurato in occasione della Festa Granda di Garbatola del 2010.

Chiesa di Villanova

Il sistema Cascina /villa fu per secoli il principale elemento insediativo del territorio Milanese,le cascine/ville erano concepite come complessi dove gli edifici del lavoro erano pensati e progettati in stretto rapporto con le abitazioni. La caratteristica più evidente era la presenza in ogni Cascina di una piccola Chiesina od Oratorio. L’Oratorio dedicato a S.Maria Assunta, a differenza di quello scomparso di Garbatola, è invece ancora oggi al centro della corte di Villanova.Quella di Villanova è una corte molto antica ed un tempo era proprietà delle Monache di S.Margherita,uno dei sette antichi monasteri femminili di Milano.

L’Oratorio attuale,cioè nelle forme visibili oggi,risale anch’esso al periodo dei Borromeo. Carlo Federico, dopo aver visitato e fatto visitare l’Oratorio già dedicato all’Assunta, prescrisse di far pavimentare la Chiesina ,un tempo pavimentata in terra e ghiaia. E’ composta di tre ambienti:il primo ,più grande per i fedeli ,da 9 metri per 6, è coperto con un solaio a cassettoni,un secondo più piccolo ,di 4 metri per 3, per l’Altare Maggiore ed un terzo a nord più piccolo ancora per la sacrestia. Esternamente è molto semplice,un tetto a capanna,una porta centrale , senza dipinti ,tranne il Cristo recentemente dipinto al posto di quella che probabilmente era una finestra rettangolare. Molto bello poi l’affresco della Vergine Assunta in cielo,sulla parete di fondo.